L' ITALIA FRA NOI |
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COLLEZIONI DI
CARTEdi Stefania Ruello(*)
La Pinacoteca Nazionale - Museo Soutsos di Atene ospita una collezione di tali opere notevole dal punto di vista storico-artistico. È un insieme vasto sia in termini di quantità sia in termini di varietà della provenienza geografica. Arrivata alla Pinacoteca Nazionale di Atene, nel novembre scorso, non pensavo di trovare una così forte presenza di artisti italiani. I più noti sono pittori come Botticelli, Canaletto, Tintoretto, per citarne alcuni. Non mancano, però, anche tra i disegni, gioielli dell'arte italiana. È presente Andrea Mantegna, uno dei primi artisti italiani che, nel '400, ha esplorato le possibilità espressive delle tecniche incisorie, è presente il Ghirlandaio e poi, in preponderanza, i classicisti emiliani del seicento come Domenichino, i Carracci e Guido Reni. Unico rappresentante del nostro novecento è Giorgio De Chirico.
Purtroppo la storia delle opere confluite in Pinacoteca è lacunosa come anche il lavoro scientifico sulla collezione permanente. È stato completato il catalogo della pittura greca ed è in corso quello per la pittura straniera mentre per quanto riguarda la collezione di opere d'arte su carta sono state svolte poche ricerche. In generale si può dire che il patrimonio consiste in una serie di collezioni che ricchi uomini d'affari greci, per lo più residenti all'estero, hanno donato allo Stato greco. È, dunque, una fortuna occuparsi di questi disegni da vicino. Con un accordo nato tra il Dipartimento di conservazione e restauro della Galleria e l'Università di Conservazione dei Beni Culturali di Viterbo è iniziato un lavoro di conservazione delle opere su supporto cartaceo che vuole migliorare le condizioni di deposito a lungo termine. Il progetto, concretizzatosi in una borsa di studio di perfezionamento all'estero, ha previsto una ricognizione dello stato dei disegni con l'elaborazione di una adatta scheda di conservazione da inserire nel data base informatico dei laboratori di restauro. Questo lavoro ha dato la possibilità di valutare le urgenze conservative di una collezione permanente trascurata a causa di una intensiva politica di mostre temporanee, che spezza il ritmo all'ordinaria e fondamentale cura delle opere in deposito permanente. Inoltre ha permesso di operare un sistematico lavoro di restauro conservativo cioè di quel restauro che tende a migliorare la qualità ambientale di conservazione (con un controllo dei valori della temperatura e dell'umidità) e ad allungare la durabilità dei materiali. Apparentemente più noioso del restauro vero e proprio, il programma permette di affrontare una varietà immensa di problemi e danni alle opere d'arte e soprattutto di stabilire un contatto con tutto quello che gira ogni giorno attorno ad una collezione. Questo è un buon modo per tentare di inserire la conservazione nella prassi ordinaria del museo, un tentativo per trasformarla in una preoccupazione di tutto lo staff che, a diversi livelli, lavora con le opere d'arte. Dopo trasformazioni di sensi e di esigenze sociali nei confronti delle istituzioni museali la conservazione deve essere ancora una delle loro missioni fondamentali.
(*) Conservatore museale titolare della Borsa post-laurea di specializzazione allestero dellUniversità della Tuscia di Viterbo presso il Dipartimento di conservazione e restauro della Pinacoteca Nazionale di Atene.
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