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Editoriale

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Novità letterarie          

UMBERTO ECO : ‘’BAUDOLINO’’ ( ED.BOMPIANI 2000)

di Maria Teresa Reicher

 

Un libro da leggere e rileggere, tante sono le implicazioni, i riferimenti, le allusioni che dal passato strizzano l’occhio al presente, e se del passato rintracciano le trame e del presente l’interesse supremo.

A vent’anni dalla pubblicazione de "Il nome della rosa" Umberto Eco ritorna  con un romanzo collocato nel tempo storico, questa volta centrato su un evento chiave dell’occidente cristiano: il saccheggio di Costantinopoli da parte dei crociati. Mentre la citta brucia e la violenza domina sovrana su uomini e cose, in un quartiere appartato e protetto trova rifugio un influente personaggio della corte dell’imperatore, Niceta Coniate. Chi l’ha salvato si chiama Baudolino ed e li seduto di fronte a lui "nella stanza di una torretta con bifore che si aprivano su tre lati".

Incomincia cosi una conversazione che si snoda per tutto il romanzo. Baudolino racconta di sé, delle sue origini contadine nella nebbiosa pianura nordica fra il Tanaro e la Bornida, dell’incontro fortuito con l’imperatore Federico Barbarossa di cui diventera familiare e consigliere, e che seguira per anni e per decenni negli accampamenti e nelle campagne militari.

Certo i costumi erano rozzi, niente a che vedere con la raffinatezza della corte di Bisanzio, la sottigliezza delle disquisizioni, la sontuosita delle vesti e degli arredi.  Eppure, eppure….i Genovesi che ora favorivano, ora combattevano Federico, per non parlare dei Crociati, modello di ogni iniquita, non erano molto dissimili da certi voltafaccia di casa nell’impero bizantino.

La consuetudine del tradimento cambiava veste ma non sostanza, e la crudelta dei castighi era risaputa. Comuni nel tempo e nello spazio erano vizi e virtu, ma soprattutto vizi e la sfrenata voglia di vivere, partecipare alla costruzione del nuovo.

Baudolino non era diverso dai suoi contemporanei, immersi si nei piaceri e nella ricerca dell’utile, ma anche bugiardi e pronti a credere alle loro invenzioni, sognatori e amanti dell’avventura.

Baudolino narra la sua storia: sara vera? Ma e possibile raccontare la verita? Oppure ci illudiamo di raccontarla? Oppure quello che raccontiamo ha una sua verita  - ipotesi possibile - , ma abbiamo gli strumenti per definirla?

Nell’ultima pagina del libro l’autore sorride bonariamente all’idea di far passare per autentica la storia di Baudolino. Si tratta di una storia raccontata da un bugiardo che usa false testimonianze. E’ una bella storia e tale deve rimanere, ma niente piu.

Anche perché, come recita la conclusione de "Il nome della rosa", "stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus."