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Editoriale

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Seminari della Societa' Dante Alighieri

 

 

 

 

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NOVITA LETTERARIE

Ugo Riccarelli : "Un uomo che forse si chiamava Schulz"

ed.Piemme 1998

Drohobycz, Galizia, Polonia, primi decenni del novecento.La e vissuto ed e morto Bruno Schulz, scrittore polacco.Si tratta di storia quindi, qualcosa di veramente accaduto,con nome cognome e data. Ma chi era bruno Schulz? Chi lo puo dire, dal momento che tutte le sue opere eccetto una furono distrutte? U.Riccarelli ci ha provato, con la forza della fantasia al servizio del verosimile, seguendo le tracce segnate dalla gente del suo tempo, della sua etnia e religione, su su fino a ricreare la vita della piccola citta di Drohobycz, dove le giornate sono simili le une alle altre: il lavoro, il riposo, gli eventi familiari, l'educazione dei figli secondo norme apparentemente destinate a rimanere immutabili. C'e il senso di pace che nasce dall'adesione serena ai ritmi delle stagioni e alle trasformazioni prevedibili. La  famiglia ebrea di B.Schulz e dedita al commercio delle stoffe al dettaglio, esercita la virtu del risparmio e osserva le prescrizioni religiose. Nessun problema di convivenza, radicata com'e la presenza degli ebrei in Polonia. Ognuno coltiva i suoi sogni, in essi vive e si realizza in una sorta di vita parallela, dove non e tanto importante comprare e vendere, curare la casa, metter su famiglia, ma piuttosto rappresentare con linee e colori l'anima di Drohobycz, sognare le renne, raccogliere un erbario, ascoltare con entusiasmo le canzoni allegre e tristi della tradizione ebraica. E' in questo contesto che piomba l'invasione nazista. Qui la narrazione segue due temi: da una parte la ferocia dei dominatori e dall'altra l'incapacita della gente di intendere la nuova realta che ha fatto piazza pulita di tutte le loro abitudini e tradizioni, quelle che sembravano immutabili. Il romanzo si chiude con l'assassinio di B.Schulz, ucciso a colpi di pistola da un nazista soltanto per pareggiare un conto, perché un altro nazista aveva ucciso un "suo"ebreo. Chi scrive e' particolarmente partecipe sia per ragione anagrafica (classe 1933) sia perché entrata a far parte per via di matrimonio di una famiglia polacca semisterminata dalla furia nazista. E' sorprendente che uno scrittore giovane abbia inteso cosi autenticamente un mondo lontano da lui non solo nel tempo e insieme abbia dato nuova vita a B.Schulz narrandone la tragica esistenza.

Ugo Riccarelli, piemontese di nascita (1954), vive a Pisa dove lavora presso l'ufficio stampa del comune. Autore di racconti e drammaturgie piu volte rappresentate, e' arrivato alla notorieta con questo romanzo che ha vinto il premio Selezione Campiello ed e stato tradotto in Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Grecia e Francia. U.R. ha scritto altri due romanzi: "Le scarpe appese al cuore" (1995) e "Stramonio"(2000), che pure hanno ottenuto l'interesse della critica e molti riconoscimenti.