L' ITALIA FRA NOI |
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| Editoriale Come organizzare una medioteca Intervista al Rettore Pasanisi del L.I.U.P.S. Viaggio in Italia: La Sardegna Poesia: Traduzione dall'italiano al greco
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Scheda pedagogica Letteratura in classe: un esempio da "La fermata sbagliata" (Marcovaldo di Italo Calvino)
er chi ha un
uggia la casa inospitale, il rifugio preferito nelle serate fredde è sempre il cinema. La
passione di Marcovaldo erano i film a colori, sullo schermo grande che permette
dabbracciare i più vasti orizzonti: praterie, montagne rocciose, foreste
equatoriali, isole dove si vive coronati di fiore. Vedeva il film due volte, usciva solo
quando il cinema chiudeva; e col pensiero continuava ad abitare quei paesaggi e a
respirare quei colori. Ma il rincasare nella sera piovigginosa, laspettare alla
fermata il tram numero 30, il constatare che la sua vita non avrebbe conosciuto altro
scenario che tram, semafori, locali al seminterrato, fornelli a gas, roba stesa, magazzini
e reparti dimballaggio, gli facevano svanire o splendore del film in una tristezza
sbiadita e grigia. 2. Quella sera, il film che aveva visto si
svolgeva nelle foreste dellIndia: dal sottobosco paludoso salzavano nuvole di
vapori , e i serpenti salivano per le liane e sarrampicavano alle statue
dantichi templi inghiottiti dalla giungla. 3. Alluscita del cinema, aperse gli occhi
sulla via, tornò a chiuderli, a riaprirli non vedeva niente. Assolutamente niente.
Neanche a un palmo di naso. Nelle ore in cui era restato là dentro, la nebbia aveva
invaso la città, una nebbia spessa, opaca, che involgeva le cose e i rumori, spiaccicava
le distanze in uno spazio senza dimensioni, mescolava le luci dentro il buio
trasformandole in senza forme nè luogo. 4. Marcovaldo si diresse macchinalmente alla
fermata del 30 e sbattè il naso contro il palo del cartello. In quel momento
saccorse dessere felice: la nebbia, cancellando il mondo intorno, gli
permetteva di conservare nei suoi occhi le visioni dello schermo panoramico. Anche il
freddo era attutito, quasi che la città si fosse rincalzata addosso una nuvola come una
coperta. Marcovaldo, imbacuccato nel suo pastrano, si sentiva protetto da ogni sensazione
esterna, librato nel vuoto, e poteva colorare questo vuoto con le immagini
dellIndia, del gange, della giungla, di Calcutta. 5. Venne il tram, evanescente come un fantasma,
scampanellando lentamente; le cose esistevano appena quel tanto che basta; per Marcovaldo
quella sera lo stare in fondo al tram, voltando la schiena agli altri passeggeri, fissando
fuori dai vetri la notte vuota, attraversata solo da indistinte presenze luminose e da
qualche ombra più nera del buio, era la situazione perfetta per sognare a occhi aperti,
per proiettare davanti a sè dovunque andasse un film ininterrotto su uno schermo
sconfinato. 6. Così fantasticando aveva perso il conto delle
fermate; a un tratto si domandò dovera;vide il tram ormai quasi vuoto;scrutò fuori
dai vetri, interpretò i chiarori che affioravano, stabilì che la sua fermata era la
prossima, corse alluscita appena in tempo, scese. Si guardò intorno cercando
qualche punto di riferimento. Ma quel poco dombre e luci che i suoi occhi riuscivano
a raccogliere, non si scomponevano in nessuna immagine conosciuta. Sera sbagliato di
fermata e non sapeva dove si trovava. 7. A incontrare un passante, era niente farsi
indicare la via; ma, fosse il luogo solitario, lora, il tempo impervio, non si
vedeva ombra di persona umana. Finalmente la vide, unombra, eattese che si
avvicinasse. No: sallontanava, forse stava attraversando, o camminando in mezzo alla
via, poteva non essere un pedone ma un ciclista, su una bicicletta senza luci. Marcovaldo
gridò: - per piacere!
per piacere monsù! sa dovè via Pancrazio Pancrazietti? La figura
sallontanava ancora, quasi non si vedeva più. Disse: Di làaaa....- ma non si
vedeva da quale parte indicasse. -destra o
sinistra?- gridò Marcovaldo ma non sapeva se si rivolgeva al vuoto. Una risposta arrivò,
o uno strascico di risposta: un '' ...istra che poteva essere anche
... estra comunque poichè luno non vedeva laltro,
destra o sinistra non volevano dire niente...................... VOCABOLARIO
ESPRESSIONE Uggia:
sensazione di noia
Non vedere a un palmo
dal naso:non poter vedere neanche Sbiadire:Scolorire,
spegnersi
a distanza ravvicinata. Inghiottire:
ingoiare, deglutire Rincalzare:
rinforzare Evanescente:sfumato,
debole Scrutare:
osservare, indagare
A. Lavoriamo sul testo Segna qui di seguito tutti i capoversi dei
paragrafi come nellesempio dato. 1. Nelle sere
di inverno si va al cinema come per rifugiarsi 2. Una sera
Marcovaldo vede un film sullIndia 3. 4. 5. 6. 7. B. Fare un
riassunto in base ai capoversi scritti nellattività 1 C. Lavoriamo
sul protagonista 1. che lavoro
fa secondo te il protagonista? 2. il narratore
ci dà alcuni elementi per inquadrare bene il personaggio Marcovaldo. Secondo te quali? 3. Che immagine
ti sei fatto di Marcovaldo? 4. Qual è il messaggio che vuole darci il narratore? 5. Prova a dare
un titolo a questa parte del racconto. D. Completate
la griglia seguente: Nome del
protagonista: ................................................... Luoghi in cui
sitrova in ordine cronologico Evento iniziale
della sua storia: Punto clou
della storia: D. E ora tocca
a voi Immaginate e
scrivete il continuo della storia e verificate poi, con laiuto dellinsegnante
( che si procurerà il racconto) le vostre supposizioni con quelle dellautore. Due parole su
Italo Calvino e su Marcovaldo: Italo Calvino
nacque a Cuba il 1923, ma visse fino alladolescenza a Sanremo. Partecipò alla
Resistenza in Liguria. Dopo la guerra si trasferì a Torino dove collaborò con la Casa
Editrice Einaudi. Nel 1964 si trasferì a Parigi. Morì nel 1985. Marcovaldo è un eroe poveruomo che cerca un po
di calore al cinema in una sera di inverno. E un uomo Marcovaldo che ama la natura,
la semplicità ma che è costretto a vivere in città. In questo racconto lui sogna di
essere altrove grazie anche alla nebbia che gli impedisce di vedere la città. di vedere
la realtà. Marcovaldo fantastica in continuazione e questo suo fantasticare è la causa
della sua distrazione del suo scendere ad una fermata sbagliata. |