L' ITALIA FRA NOI |
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| Editoriale Insegnare con l'ausilio dei
multimedia Traduzione: intervista al Prof.
Bruno Osimo
Concorso Internazionale di scrittura
in Lingua Italiana: descrizione e regolamento L'importanza dell'interculturale: indagine
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QUANDO
IL CINEMA ENTRA IN CLASSE Esempio
pratico di
Elena Peloso e Dario Dalla Mura (prima parte) e
di Amelia Cepollaro (seconda parte)
LADRI
DI SAPONETTE Regia:
Maurizio Nichetti Soggetto
e sceneggiatura: Maurizio Nichetti Musica:
Manuel De Sica Interpreti
principali: Antonio Piermattei - il regista Nichetti (Maurizio Nichetti); il critico
cinematografico (Claudio G. Fava); Clara, la segretaria di produzione (Lella Costa). Produzione:
Bamb?; Italia 1989; B/N e Colore; durata 82'. Prima
parte Breve
presentazione dell'autore Maurizio
Nichetti nasce a Milano nel 1948. Le sue
prime esperienze sono di sceneggiatore di disegni animati e di pubblicitario con Bruno
Bozzetto. Esordisce nel 1979 come regista e attore in Ratataplan, rivelando un talento
comico caratterizzato da una notevole vena
surreale, ricca di nonsense e di gag, che richiamano l'epoca d'oro del cinema comico
americano del periodo del muto (soprattutto Buster Keaton e Harold Lloyd). Tra
i suoi film pi? importanti come autore e interprete ricordiamo Ho fatto splash (1980),
Stefano Quantestorie (1993), Luna e l'altra (1996). Le sue opere si riconoscono spesso per
l' intreccio complicato in cui pi? vicende si incastrano
l'una sull'altra come in un gioco di "scatole cinesi". Ha anche
collaborato come sceneggiatore e attore a molti altri film e lavora nel campo della
pubblicit? che spesso gli offre spunti per le sue opere. Recentemente
? stato chiamato in qualit? di esperto di cinema tra i consulenti del Ministero della
Pubblica Istruzione Italiana per studiare la futura riforma scolastica e in particolare
l'inserimento del cinema e dei linguaggi visivi tra le materie di studio. Trama Il
film ? composto di tre storie. Due di queste sono ambientate nell'attualit? (uno studio
televisivo e l'appartamento di una famiglia italiana) e sono a colori. La terza storia, invece ? in bianco e nero, anche se
la pellicola ? sviluppata con un tonalit? particolare detta "viraggio seppia"
per imitare i film del passato. Il titolo del film in bianco e nero ? appunto Ladri di
saponette ed ? identico a quello dell'intero lungometraggio. Questo "film nel film" si svolge
nell'Italia dell'immediato dopoguerra ed ? un omaggio al cinema del neorealismo, sia
nell'ambientazione che nel titolo, che ? una citazione esplicita di Ladri
di biciclette, capolavoro di Vittorio De Sica, uscito nel 1948 La
vicenda inizia in uno studio televisivo dove il regista Nichetti ? invitato da un critico
cinematografico a parlare del suo ultimo film: Ladri di saponette. Durante la
presentazione dell'autore e la proiezione del film alla televisione, la pubblicit?
interrompe con i suoi spot la visione. Questo fatto d? origine a una serie di scontri
verbali tra l'autore e i tecnici dell'ambiente televisivo, ma anche a alcune piacevoli
trovate comiche. Mentre
gli spot continuano, ci troviamo in un appartamento dove una famiglia italiana, composta
da genitori e due bambini, sta davanti alla televisione, dove sta per andare in onda il
film Ladri di saponette. In un crescendo di interruzioni pubblicitarie, incidenti tecnici
e cambi di canale televisivo, succede che Bruno, il bambino protagonista del film
neorealista, comincia a "guardare" oltre le schermo e a essere condizionato dai
comportamenti del bambino moderno e dalla pubblicit? che ne determina i gusti.
Successivamente vediamo una modella americana, protagonista di uno spot pubblicitario a
colori che viene "portata" addirittura nella storia del film 'neorelista' da
Antonio, che la salva mentre sta annegando. Da questo momento lo scambio surreale tra realt? e finzione, tra film e
pubblicit? e tra le tre storie diventa frenetico. E'
chiaro che con questa invenzione degli spot che diventano reali e prendono il sopravvento
sull'opera artistica, Nichetti ha voluto esprimere una critica nei confronti delle
interruzioni pubblicitarie nei film. L'idea dello scambio tra i due mondi ? piuttosto
originale e sorprendente, anche se alla lunga il meccanismo diventa pi? prevedibile. Analisi
di due sequenze Sequenza
iniziale (7' circa) Dopo
i brevissimi titoli di testa, la porta di un ascensore si apre su un corridoio di uno
studio televisivo. La segretaria di produzione, Clara, fa entrare e accompagna il regista
Nichetti nello studio per l'intervista. Durante il rapido percorso non smette di parlare.
La ripresa ? realizzata con l'uso della inquadratura soggettiva (noi non vediamo Nichetti,
ma "guardiamo" attraverso i suoi occhi). Il movimento della donna ? accompagnato
da un carrellata a seguire della macchina da presa, che poi compie una rotazione di 180
gradi e ci svela Nichetti, in una inquadratura oggettiva. Tutta questa prima ripresa ? un piano sequenza, avviene cio? in
continuit? senza stacchi di montaggio. Le
riprese continuano poi nello studio, dove
vediamo il critico cinematografico Claudio G. Fava (che interpreta se stesso) mentre
discute i dettagli della trasmissione con la quale sta per presentare un film Ladri di
saponette di Maurizio Nichetti. Con un montaggio abbastanza rapido ci viene mostrato
Nichetti che compare in studio dopo aver combinato una serie di disastri, scivolando sulla
colla e strappandosi la giacca. La truccatrice a sua volta lo spruzza di lacca sul viso e
gli impedisce di muoversi e di parlare, complicando cosµ la situazione. Riprende
intanto la dotta presentazione quando, con un brusco stacco che avviene sullo schermo,
siamo introdotti dallo zapping del telecomando di una bambina, in un appartamento. Con un
movimento di macchina allindietro vediamo una famiglia composta dai genitori e due
bambini; la mamma ? intenta a discutere sul programma televisivo che sta per andare in
onda. La sequenza ? molto vivace, ricca di elementi interessanti: montaggio rapido, voci
fuori campo, rumori e sullo schermo citazioni di film e di altri programmi, che si
susseguono freneticamente. Attraverso
uno sguardo in soggettiva del bambino sulle immagini della televisione ritorniamo al
programma che introduce il film di Nichetti.
Il critico racconta tutta la trama nei
dettagli, compreso il tragico finale e subito dopo si rivede la famiglia e la madre che
disapprova queste introduzioni e per questo toglie laudio
con il telecomando. In
studio intanto si conclude la presentazione e i
tecnici preparano la messa in onda del film
di cui vediamo i titoli di testa, accompagnati dalla musica. Il tema musicale ? un
arrangiamento della colonna sonora originale di Ladri di biciclette, realizzato da Manuel
De Sica, figlio del grande regista neorealista. Seconda
sequenza (7' circa) Inizia
con un omaggio al capolavoro a cui si ispira, nella quale vediamo Bruno che assiste al
furto di una bicicletta vicino al distributore di benzina presso cui lavora. La sequenza ?
brevissima e termina con lo sguardo intenso del bambino. Una dissolvenza in nero ci
introduce nell'interno della casa di Bruno, dove il ragazzo ? intento a verniciare la bicicletta del pap?.
L'atmosfera in casa ? serena perch? il padre di Bruno, Antonio Piermattei (Nichetti stesso
in veste di attore) annuncia che il giorno dopo inizier?
finalmente a lavorare in una fabbrica di vetro, la Lux. Tra i coniugi ci
sono momenti di affetto, che per? sono interrotti bruscamente da uno spot pubblicitario di
un aperitivo. I due protagonisti esprimono forte stupore guardando verso gli spettatori
(sguardo in macchina). Con uno stacco siamo ora in studio e vediamo Nichetti regista che
protesta vivacemente per l'interruzione che ha reso incomprensibile la battuta
dell'attore; ne segue un vivace battibecco con i tecnici e mentre il critico riprende una
nuova presentazione, Nichetti ? trascinato via dalla segretaria Clara. Prosegue
la serie di spot che vediamo attraverso il televisore
della famiglia. La mamma ? al telefono e commenta negativamente la pubblicit?, che sta
andando in onda, dei Big Big, i dolci che il figlio Francesco continua a mangiare. Alla
fine della messaggio pubblicitario ritorniamo ancora con le immagini nel film dove vediamo
la famiglia Piermattei a tavola. L'inquadratura ci mostra un primo piano di Bruno che
guarda verso di noi e "vede"
Francesco che sta mangiando l'ennesima confezione di Big Big. Il suo sguardo ? pieno di
voglia di assaggiare questo prodotto. Con il montaggio siamo alternativamente nei due
spazi familiari (ieri e oggi). Alla fine Bruno chiede ai genitori che gli comprino i Big
Big, i dolci che fanno crescere e fa il verso alla canzoncina dello spot. I genitori non
capiscono e hanno un litigio poich? il padre
ritiene che il bambino sia condizionato negativamente dalla passione della moglie per le
canzonette del variet?. La
sequenza finisce con un primo piano di Bruno a letto mentre mormora nel sonno la
pubblicit? dei Big Big e si conclude con una dissolvenza in chiusura. Elena
Peloso e Dario Dalla Mura sono professori di lingua italiana a Verona e sono
specializzaati nel linguaggio cinematografico. Tra le altre pubblicazioni ricordiamo Il
Linguaggio Cinematografico edizione Il
Capitello scritto dai due autori .
Seconda
parte Trascrizione
prima sequenza -Buongiorno,
Le stavo venendo in contro. Come sta? Ero molto preoccupata che non riuscisse ad arrivare!
Sa con gli aerei oggi giorno... anche se avevamo gi? telefonato all'aereoporto... ah, io
sono Clara. Si ricorda, Le ho telefonato diverse volte, forse le ho anche un po'
disturbata... ma siccome ci tengo veramente tanto a questo ciclo, che tra l'altro sta
venendo molto molto bene... pensi che la settimana scorsa abbiamo avuto un film che sicuramente era molto ma molto inferiore al suo, ha avuto un ascolto di
sette quasi otto milioni di telespettatori... mi sembra eccellente data anche l'ora. Senta
abbiamo ancora un paio di minuti prima di andare in onda, quindi se non Le dispiace Le
farei firmare la liberatoria - per favore fai firmare la liberatoria a Nichetti- come lei
sa si tratta di una formalit? pura e semplice. Al giorno d'oggi siamo peggio dei
ministeri. Si deve far firmare qualcosa. Abbiamo questi moduli prestampati voglio dire, li facciamo firmare a tutti registi,
attori, ma questo lo sapr? meglio di me. Ecco Le stavo dicendo che questo ciclo sta
andando particolarmente bene e... no... Nichetti per favore... da questa parte. A questo
punto per? lo studio ? pronto i nostri minuti sono finiti. Se non Le dispiace accellerare
un pochino il passo, ecco... cosµ non passiamo dal trucco e abbiamo... (nello
studio) Dottore
adesso c'? Nichetti. Come
Nichetti... Nichetti! Senti
scusa, io dovrei fare dopo le presentazioni di
Denville e di Frank Rana con questi bambini di Nichetti , con le biciclette. Si
ma poi faccio dei primi piani, stringo... Tanto
le fotografie non si vedono neanche, non c'? problema. Piuttosto
Nichetti ? arrivato? Si
? scesa Clara a prenderlo. Va
bene. Pronti? Studio
3 tutti pronti tra due minuti andiamo in
onda. Studio 3 tutti i tecnici. Studio 3 tutti i tecnici.Studio 3 tutti in studio fra due
minuti in diretta. Studio 3 tutti pronti. Su
Denville ? tutta una vita che studio. Su Frank Rana ero preparatissimo... su Nichetti cosa
vuoi che facciamo... improvviseremo... Allora
vai dentro con la due, la tre un attimo pi? a sinistra... Ma
cosa ha fatto ? vada, vada stia tranquillo, non si preoccupi... si sieda le mando io la
sarta. Pronti
andiamo in onda. Fuori dal campo per favore... Eh
no, ? dalle cinque che lo sto aspettando... anch'io ho diritto a lavorare. Quando
la signora ha finito con la lacca possiamo cominciare. Scusa
Nichetti. Qua siamo sempre gli ultimi ad essere informati. Qual ? l'esatto titolo italiano
del film? Ladri
di saponette. Silenzio... (in
una casa) Anna,
ma quante volte te lo devo ripetere le cose! Sai che deviandare a letto! Smettila con quel
telecomando... Capitol almeno questa settimana me lo fate vedere si o no?! Anna, Anna, ma come te lo devo dire? Ma vatti a
mettere il pigiama! Ma ancora con quel telecomando... per piacere! Dopo
questa breve idea del ciclo... Ma
vedi Anna che a quest'ora non ci sono i cartoni animati... vai a letto. Buonaasera.
Ladri si saponette di Maurizio Nichetti. E'
vero che il titolo potrebbe far pensare ad una parodia, non so quanto accettabile, di un
momento essenziale della storia del neorealismo italiano. Si tratta di qualcosa di pi? importante. Il titolo
non deve entrare in inganno. Ladri di saponette non ? una parodia. E' un atto d'amore
verso il cinema italiano neorealistico. In realt?, quello che ? accaduto qui, Nichetti,
come capita spesso in molti autori comici, ? totalmente sfociato nel drammatico. Non ci
deve quindi stupire che il cinema di Nichetti sia pieno di citazioni, di rinvii ad un
passato glorioso e sia consapevolmente contemporaneo. Baster? citare la chiave del film
Antonio Piermattei, protagonista, colpiti in un incidente stradale rimane paralitico .
La moglie trascinata da questa tragedia ? costretta alla prostituzione. E tutto questo
sfocia nell'arrivo finale dei bambini, dei figli all'orfanatrofio. Direi che questo arrivo
dei bambini all'orfanatrofio ... Visto
che ci dobbiamo vedere questo film, almeno si pu? abbassare l'audio si o no! Io non
capisco,Massimo, che gusto ci trovi se ti raccontano tutta la trama...
ATIVITA' DIDATTICHE
(livello intermedio) PRIMA
SEQUENZA Prima
attivit? Leggete
la trascrizione della prima sequenza e sottolineate le forme di cortesia. Discutetene la
particolarit? con il vostro insegnante. Seconda
attivit? Dopo
aver visto
( o letto ) la prima sequenza rispondete alle seguenti domande: Dove
si trovano i personaggi? Che
cosa ha firmato Nichetti? Il
presentatore del ciclo dei film conosce il titolo del film? Terza
attivit? Provate
a raccontare la trama del film. SECONDA SEQUENZA La
seconda sequenza dimostra come lo spot pubblicitario disturbi ( e distrugge quasi) la visione del film. Discutetene in classe. |