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LA VALUTAZIONE
Intervista al Prof. Antonis Tsopanoglou Professore al Dipartimento di Lingua e Litteratura Italia Universita Aristotele di Thessaloniki a cura di Amelia Cepollaro
Professore, cos'è la valutazione e qual è il processo mentale perché sia possibile la valutazione di uno studente? Ci sono diverse definizioni della valutazione. Quella che io ho proposto in un mio articolo e in un libro che sta per uscire, è la seguente: la valutazione è l'applicazione di una scala ordinale. Spiegare cosa significa scala ordinale richiede tempo e quindi è meglio adottare qui un'altra definizione e dire che la valutazione è il processo mentale e il suo risultato che consiste nel paragonare due cose. Una delle due cose deve essere considerata come punto di riferimento o come criterio. Dunque, per valutare l'altezza di un giovane, per esempio, bisogna avere in mente o sulla carta un'altezza minima e un'altezza massima per tale età. Si compara dunque l'altezza dell'individuo che viene valutato con il criterio stabilito e si decide se tale giovane e più alto del normale o più basso o rientra nella media. Valutare significa esprimere in fondo un giudizio di valore su qualcuno o su una caratteristica. Parlando dell'altezza di un giovane, in fondo significa valutarlo, valutarlo per quanto riguarda la sua altezza e questa valutazione richiede sempre il confronto con un criterio o con una norma.
Quali tipi di valutazione esistono? Ci sono moltissime tipologie. Una tipologia, binaria, dicotomica distingue la valutazione sotto norma e la valutazione sotto criterio norme reference evaluation e creterion reference evaluation. Nella valutazione secondo criterio il confronto si fa come punti di riferimento stabiliti dall'insegnante o da un'autorità come il Ministero della Pubblica Istruzione, dei criteri dunque stabiliti, scritti. Nel caso della valutazione secondo norma il punto di riferimento è la norma creata nella mente del valutatore avendo visto il profitto, l'altezza, ecc. Cioè il valutatore ha in mente una norma che è la media di quello che ha visto in passato.Dunque o si fa il confronto con qualcosa stabilito da altri o da noi scritto. Non è oggettivo. Non c'è un legame obbligatorio tra significante e significato. Qualcuno può stabilire un criterio un altro può stabilirne un altro. E anche la norma non è oggettiva, ma a mio avviso la valutazione oggettiva non esiste, comunque c'è una sostanziale differenza fra la valutazione secondo criterio e la valutazione secondo la norma. La differenza è la seguente: quando la valutazione viene fatta in base alla norma, siamo obbligati di rivedere di valutare in base alla luce degli scritti già esaminati. Mi spiego, il voto viene determinato dalla performance o dalla qualità di tutti gli altri scritti sottoposti al valutatore, mentre nel caso del criterio questo non vale. Ci sono tante di tipologie di valutazione. Un'altra tipologia molto importante si basa sulla funzione. In base alla funzione che la valutazione ha abbiamo la valutazione selettiva quella cioè che serve a decidere chi va avanti con gli studi e diventa medico e chi diventa idraulico, poi c'è la valutazione consultativa che viene fatta per poter dare consiglio allo studente, poi c'è la valutazione diagnostica, insomma ci sono tanti tipi di valutazione in base alla funzione che la valutazione ha. Una terza tipologia è quella che si fa in base al tempo in cui essa viene fatta. C'è la valutazione che si fa all'inizio del corso, per esempio, durante, detta diffusa e poi c'è la valutazione sommativa o finale per vedere quali obiettivi sono stati raggiunti dagli studenti.
Parliamo un po' degli esercizi e più precisamente della scelta multipla. Si dice che un QMC a 4 risposte allontana il pericolo del tirare a sorte dello studente. Lei cosa ci può dire a proposito? Io sono d'accordo con la scelta multipla. Penso che in un test dobbiamo sfruttare una gamma larga importante di prove. La scelta multipla è un tipo di prova molto utile e molto diffusa, anche se viene criticata perchè lascia un margine importante alla sorte, al caso. Ci sono degli interventi statistici che ci permettono di cancellare questa difficoltà e dunque una scelta multipla a quattro possibilità è meglio di una a tre possibilità. Però dal momento in cui c'è la possibilità di intervenire statisticamente a posteriori per eliminare del tutto la possibilità di risposta giusta data per caso, in realtà il problema non sussiste. Non dobbiamo scegliere quattro invece di tre, semmai cinque invece di quattro per eliminare o per rendere meno importante la percentuale di riuscita dovuta al caso .Ci sono due interventi possibili. Il primo, semplicissimo, viene adottato da alcuni insegnanti anche se non sanno fare statistica: per ogni risposta giusta lo studente acquista un punto per ogni sbagliata perde un punto. Così viene eliminato il fattore fortuna. Se per esempio a uno che non parla l'italiano gli diamo cento items, il cinquanta per cento delle risposte saranno giuste per caso e l'altro cinquanta per cento sbagliato, dunque avrà zero. E' una maniera molto semplice per far fronte a questo fenomeno, ma è valido solo se tutti i quesiti danno le stesse possibilità, lo stesso numero di possibilità, altrimenti bisogna intervenire statisticamente.
Sulla scelta multipla possiamo intervenire anche sui distrattori, renderli cioè piu difficili? Sì. Il distrattore deve essere valutato a posteriori. Una volta finita la prova possiamo vedere qual è la percentuale di studenti che ha scelto un tal o tal altro distrattore e vedere se sono stati gli studenti peggiori o no a scegliere questo o quel distrattore. Ma ciò non è una garanzia perché anche se i distrattori sono di ottima qualità, comunque rimane sempre, nella scelta multipla a quattro un 20, 25% di riuscita dovuta al caso.
Ci sono alcuni studiosi, come per esempio C. Weirl che critica il QMC e le altre prove oggettive in quanto valutano secondo criteri di parcellizzazione, l'use della lingua e non l'usage. Il testing di tipo comunicativo rifiuta la scelta multipla in quanto presenta la lingua decontestualizzata, non in situazione, orientandosi verso tipologie di prove che integrano le diverse abilità. Qual è la sua opinione a proposito? Io penso che un test di certificazione deve comprendere il QMC perché è economico e perché non permette allo studente di rispondere evitando i problemi. Sembrerà forse strano che uno che consigli l'approccio comunicativo dica questo, ma non dobbiamo, contrariamente a quelli che dicono altri colleghi che sono dogmaticamente per l'approccio comunicativo, penso che non dobbiamo lasciare la possibilità allo studente di evitare i problemi e di ripondere alle nostre domande per esempio non usando un tempo o una parola che lui non conosce perché durante la comunicazione reale lo studente è bene che sappia che ha delle strategie per evitare i problemi quando parla o quando scrive, ma quando ascolta non ha più questa possibilità. Dunque un test complessivo per una certificazione deve anche comprendere il QMC in modo da verificare l'assimilazione di tipo linguistico.
6)Lasciamo per ora i test a risposta oggettiva e prendiamo quelli a risposta soggettiva. Come si può valutare uno studente? Lo scritto di uno studente, una produzione libera comprende informazione qualitativa e il valutatore deve trasformarla da qualitativa in quantitativa. Come fare? Ci sono diverse proposte in bibliografia. Ci sono tre più importanti. La prima è quella in disuso, ed è quella di individuare gli errori dello scritto decidere su quanti punti o frazioni di punti sottrarre per ogni errore e si arriva alla cifra. Una seconda procedura di quantificazione dell'informazione qualitativa che abbiamo di fronte è la seguente: la competenza comunicativa della persona viene suddivisa in sottocompetenze e quel venti, quel trenta, quel cento su cento che abbiamo a disposizione lo spartiamo in pezzetti non per forza uguali , per ogni sottocompetenza. Per esempio: valutiamo l'orale, una delle sottocompetenze da individuare è quella articolatoria, la sua capacità di articolare chiaramente e di avere l'intonazione giusta. Se la scala è su 20 possiamo decidere che cinque punti vadano attribuiti alla competenza articolatoria poi possiamo individuare un'altra competenza, quella di formare degli enunciati grammaticalmente corretti e possiamo decidere che sui venti punti 8 o 10 o 5 vadano attribuiti a questa competenza e facciamo poi la somma. Somma dei punteggi ottenuti valutando separatamente ogni sottocompetenza. Questa è una procedura molto usata dalle diverse certificazioni. Io uso da anni, con il Palso, un terzo tipo di quantificazione che consiste nel porsi tre domande consecutive. i valutatori devono leggere tre volte il testo e devono rispondere ad una domanda che va da quella più generica a quella più specifica. La prima domanda è : fino a che punto l'individuo è riuscito a fare quello che gli è stato chiesto di fare? Cioè qual è la capacità comunicativa o l'efficienza dello scritto? In base a questo valutano globalmente il testo e lo attribuiscono ad una delle tre fasce mentre la scala è su 25, rispondendo alla prima domanda devono decidere se l'individuo risponde allo scalino A, B o C. qui la scala è formata solo da tre scalini. Poi fanno la seconda domanda che e più specifica ed è portata sulla morfosintassi. Si devono rileggere il testo e se, per esempio hanno scelto la fascia B quella media, non devono spostarsi nè verso la fascia A nè verso la fascia C, limitandosi dunque a questa fascia che è sempre B ma ha fatto degli errori. In queste fasce ci spostiamo da destra verso sinistra e mai dall'alto verso il basso. Gli scalini si vanno moltiplicandosi pian piano: da tre si passa a sei ecc. Così si passa da una valutazione globale ad una valutazione piu specifica. 7)Come facciamo a valutare del materiale didattico? Ci sono diverse procedure: tre sono le possibilita più frequenti : la prima è una procedura di valutazione del materiale da avere a priori, un modello scritto da un'italiana ma in lingua francese, la Bertoletti. E' un po' vecchio ma sempre valido. Un altro è scritto da un olandese, Ieck, in lingua inglese. Ci sono molte decine di modelli proposti per valutare il materiale prima che venga adottato in classe La seconda procedura consiste nel valutare il materiale nel momento in cui viene adoperato. Qui non abbiamo bisogno di modello ma di criteri. Dobbiamo fare una lista di criteri e vedere quale funziona in classe. Per fare questo tipo di valutazione sarebbe utile avere una terza persona in classe, un osservatore perché quando l'insegnante agisce, è il protagonista dell'azione, difficilmente può captare informazioni per valutare il materiale in base alle reazioni degli studenti. E poi la terza procedura a posteriori consiste nel fare una sperimentazione cioè avere due gruppi a disposizione uno di controllo e uno sperimentativo adoperare i materiali diversi con lo stesso numero di studenti, di ore di insegnamento, lo stesso insegnante e tenere conto del profitto. Si pongono ad esame finale i due gruppi e si vede se c'è una sostanziale differenziazione del gruppo sperimentale. Questo ritiene molto tempo e un ricercatore esperto perché deve fare un progetto sperimentale. Il più semplice è il primo in quanto si fa in poco tempo e senza sforzi. 8)Si potrebbe anche formulare un questionario da somministrare ai ragazzi per capire le difficoltà che incontrano e in generale avere una loro opinione sul materiale utilizzato? Certo. L'informazione può essere raccolta o osservando tramite questionario o tramite intervista. Ci sono anche altre tecniche di raccolta durante una raccolta scientifica. Ma queste tre sono le tecniche piu usate.
Anche perché procurarsi un osservatore è un po' difficile!-
Sì ma si potrebbe fare una registrazione video e rivederselo a casa. In un momento l'insegnante è attore, in un altro momento è regista e infine valutatore.
Grazie mille Professore. |