L' ITALIA FRA NOI
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ED00019_.WMF (13042 bytes) INTERVISTA

alla dott.ssa Anna Maria Scaglioso

– Università per Stranieri di Siena -

di Maria Angela Rapacciuolo

Dott.ssa Scaglioso Lei lavora presso il Centro CILS dell’Universit? per Stranieri di Siena. Può darci una definizione di questa Certificazione di Italiano?

 

La Certificazione CILS – Certificazione di Italiano come Lingua Straniera - è un titolo riconosciuto dal governo italiano grazie ad una convenzione firmata nel dicembre 1992 con il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e il Ministero della Pubblica Istruzione. In questa occasione, con grave ritardo rispetto alle altre lingue, il nostro Stato per la prima volta si è preoccupato di diffondere e promuovere il patrimonio linguistico e culturale nazionale riconoscendo la necessità di istituire uno strumento scientifico di misurazione e di valutazione della competenza linguistica in italiano come lingua straniera, con l’intento di prevenire e combattere ogni altra forma di valutazione non ufficiale e incontrollata nata, per iniziativa di organizzazioni culturali e commerciali operanti in Italia e all’estero, in seguito alle esigenze di riconoscimento delle competenze emerse tra i pubblici stranieri. L’Università per Stranieri di Siena, per effetto dell’autonomia universitaria, rilascia questo titolo che dichiara il grado di competenza comunicativa in italiano come lingua straniera. Gli esami si svolgono due volte l’anno presso gli Istituti Italiani di Cultura all’estero e presso le sedi convenzionate in Italia e nel mondo.

 

In breve in che cosa consiste l’utilità della Certificazione CILS?

 

Come già è emerso dall’esperienza della certificazione ufficiale dell’inglese, dello spagnolo, del francese e del tedesco, il valore della Certificazione CILS è di grande utilità per la promozione in tutti i settori professionali e di studio oltre che personale e risiede da un lato nel misurare e valutare oggettivamente le competenze linguistiche e comunicative indipendentemente dal contesto di apprendimento, dall’altro nel garantire il possesso, da parte di chi ottiene il titolo, di tali competenze.

Ogni livello di Certificazione permette di gestire in maniera autonoma e funzionale le situazioni comunicative negli ambiti di studio e di lavoro scelti o in qualsiasi altro ambito nel quale sia richiesta una dichiarazione ufficiale e garantita di competenza linguistica.

A questo proposito, proprio nel gennaio dello scorso anno, il Ministero degli Affari Esteri in accordo con le tre Università italiane autorizzate a rilasciare certificazioni di italiano (la Università per Stranieri di Siena, l’Università per Stranieri di Perugia, la Terza Università di Roma) ha realizzato un documento che delinea i vari profili di riferimento ai settori di attività professionale ponendoli in relazione alla Certificazione vista nei vari livelli che la costituiscono (Ministero degli Affari Esteri, Sistema coordinato delle Certificazioni dell’italiano per stranieri, Roma 1998).

Lei ha parlato di diversi livelli di Certificazione. Ci può descrivere come sono articolati questi livelli e quali sono le abilità testate nell’esame CILS?

 

I livelli attualmente sono quattro, ciascuno adeguato alle richieste di spendibilità sociale della competenza. I livelli sono indipendenti l’uno dall’altro, cioè non è necessario, per esempio, aver conseguito la Certificazione di Livello UNO per sostenere l’esame di Livello DUE, e corrispondono a profili di competenze linguistiche progressivamente più ampie che permettono di gestire in maniera autonoma e completa i vari contesti sociolinguistici della realtà culturale e professionale italiana.

L’esame, per tutti i livelli, è strutturato in cinque momenti tesi a verificare le abilità di base: l’ascolto, la comprensione della lettura, l’analisi delle strutture di comunicazione, la produzione scritta e la produzione orale. Questo complesso di prove permette, quindi, di fotografare secondo varie prospettive la competenza linguistica di un candidato e di coglierne i diversi aspetti nella maniera più approfondita e funzionale possibile.

 

Nell’attribuzione dei punteggi qual è l’abilità che ha maggiore peso?

 

Ogni abilità ha la stessa importanza. Il punteggio totale di 100 punti è ugualmente ripartito in 20 punti per abilità, tenendo conto della specificità di ciascuna e della natura dei livelli diversi per difficoltà e per finalità d’uso.

 

Attraverso quali prove si giunge a fotografare la competenza di un candidato?

 

La misurazione attenta e puntuale della competenza viene ottenuta grazie al giusto equilibrio tra prove aperte, prove chiuse e prove semistrutturate. La percentuale della distribuzione dipende chiaramente dai livelli e dalle abilità cui ci si riferisce e la tipologia delle prove rispecchia quella consueta con la quale i candidati prendono confidenza nei Corsi di lingua italiana che vengono organizzati in Italia e all’estero; il carattere di oggettività della Certificazione CILS, tuttavia, è garantita dalla indipendenza dai vari Corsi e da attività di formazione linguistica.

 

Quali sono le procedure adottate per la valutazione delle prove?

 

Tutte le prove sono valutate presso il Centro Certificazione dell’Università per Stranieri di Siena. Anche le prove di produzione orale vengono registrate su audiocassetta e valutate presso il Centro. La riproducibilità meccanica delle prove permette di misurare secondo criteri di uniformità e nella maniera più oggettiva possibile i testi prodotti tenendo sotto controllo i vari parametri di valutazione; nello stesso tempo il test di produzione orale viene a perdere quel carattere di topicamente legato al luogo e all’occasione che ha determinato la produzione orale per divenire documento autentico da archiviare e tenere presente in qualsiasi momento il candidato voglia analizzarlo, ponendo in qualche modo tra parentesi i tratti paralinguistici e considerando che il momento valutativo “specifico” avviene in absentia e non in praesentia del soggetto.

Per quanto riguarda i criteri di valutazione, per le prove chiuse è attribuito un punteggio prestabilito per le risposte esatte e un punteggio zero per le risposte sbagliate o omesse; le risposte sbagliate non sono penalizzate. Le prove semistrutturate richiedono, invece, l’adozione di un punteggio sfumato da calcolare in base alle risposte standard fornite nelle chiavi di soluzione di ogni prova. Per le prove aperte si ricorre a griglie di valutazione che sono specifiche in relazione alla tipologia testuale richiesta e al livello, e nelle quali vengono separati i diversi parametri di valutazione.

 

Un’ultima domanda. All’interno del dibattito sempre più vivace in Italia e all’estero su quale sia il modello di lingua italiana cui riferirsi nell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera, quale lingua prende come punto di riferimento la Certificazione CILS?

 

Le prove della CILS propongono la lingua italiana nelle sue strutture standard, di uso contemporaneo, vivo e comune, sia per lo scritto sia per il parlato. Naturalmente, soprattutto in un tipo di valutazione che ha come obiettivo una Certificazione, i criteri da tenere presenti non sono quelli di giusto/sbagliato, perchè spesso i confini non possono essere così netti. Pur mantenendo fermo, dunque, uno standard di lingua che funzioni come riferimento imprescindibile, i criteri scientifici e di ricerca cui si richiama la CILS tengono comunque presente l’approccio sociolinguistico al problema che evidenzia l’estrema duttilità della lingua in senso sia sincronico sia diacronico. Tutto questo da un lato perchè la CILS si rivolge a un pubblico estremamente vario sia per lo sviluppo formativo e di competenza di ciascuno sia per le differenze di età e di modalit? di apprendimento, dall’altro perchè spesso è l’uso di una lingua a determinarne le regole, giungendo fino a sovvertirle

 

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