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A SIMULAZIONE ![]() Definizione e tecnica di Amelia Cepollaro
Quella della simulazione è una tecnica ancora poco usata nell'insegnamento della lingua italiana. Essa si differisce dal role-play per il cambiamento dell'identità di chi fa simulazione, per la sua durata ( dalle otto ore in sù) e per il fatto che qui tutte le abilità richieste nell'apprendimento di una lingua entrano in gioco ( comprensione e produzione scritta e orale). Si può definire la simulazione come ''una tecnica che fa sbarcare una classe in un mondo immaginario dove gli studenti sono registi e protagonisti allo stesso tempo'' . ( Francis Yaiche Les simulations globales- Hachette).
Perchè si decide di fare una simulazione e a quale livello? Una simulazione la si può fare a tutti i livelli. Per la sua durata non breve può essere un mezzo per sviluppare, approfondire e verificare l'apprendimento di determinati input grammaticali, linguistici, ecc. Esiste una vasta bibliografia in lingua straniera ( per di più in inglese e francese) per questa tecnica. Per il livello principianti, per esempio, si potrebbe fare la simulazione dal titolo L'isola dove gli studenti simulano un naufragio e devono trovare una via di salvezza. Adotteranno determinate espressioni e parole ( per esempio: mare, barca, zattera, nave, cibo, sabbia, espressioni che riguardano il chiedere aiuto, fare progetti, fare amicizia fra i naufraghi, ecc,ecc). Gli studenti progetteranno la loro isola, assumeranno un'altra identità, faranno dei dialoghi e ''invieranno via mare'' dei messaggi scritti,ecc. Altre simulazioni, per così dire famose, sono: il villaggio, il palazzo, la crociera, la spedizione e, per il linguaggio settoriale abbiamo l'albergo, la conferenza internazionale, la società. A proposito del linguaggio settoriale, la tecnica della simulazione è molto usata in quanto è una vera e propria immersione in una realtà piena di espressioni tecniche, in cui parole della lingua di tutti i giorni possono assumere un ulteriore significato.
Punti comuni a tutte le simulazioni:
Poi, a seconda della simulazione scelta, ci sono altri punti da analizzare. Come si può dedurre, nelle prime tre fasi (e non solo) c'è sia produzione scritta ( il tutto va annotato) che orale ( si discute in classe). Ogni fase va programmata e gli studenti verranno poi valutati, sul loro operato, alla fine della simulazione
Qual è il ruolo dell'insegnante in una simulazione in corso? Lui è il vero e proprio regista, l'animatore della simulazione: organizza il lavoro, riorganizza ciò che si è fatto, distribuisce lavori scritti fatti da alcuni studenti ad altri loro compagni di classe, dà consigli, corregge, registra su cassetta o riprende con la telecamera il lavoro che si sta facendo, tiene lui tutto l'archivio, tutto il materiale che si crea o che si è creato, insomma lui è il tutto fare, il jolly della situazione. L'insegnante non deve comunque dimenticare che lo studente ha una grande autonomia nel suo operato. Egli si deve sentire a suo agio, libero di fare, di dire quello che lui crede giusto.
La chiave di successo di una simulazione è la conoscenza e la capacità dell'insegnante di animare tutta la classe e di coinvolgerla, spiegandole l'obiettivo di questa tecnica e il perchè di ogni fase. Con la simulazione gli studenti imparano, producono e ... si divertono. Materiali diversi si possono adoperare per una simulazione: dei fogli A3 e A4 per realizzare depliant, affiche pubblicitarie,ecc. Dei giornali, riviste, carte geografiche, dizionari specifici, enciclopedie, romanzi, canzoni, documenti diversi. Lo spazio in cui si fa la simulazione è anch'esso importantissimo. Se non si ha la possibilità di cambiare ambiente ( fuori dalla propria aula), si può cambiare la disposizione dei banchi, aggiungere o levare degli oggetti ,ecc. Cambiando ambiente gli studenti sanno che devono assumere l'identità fittizia e si immergono nel loro ruolo. Certo, questa operazione non è sempre facile! Gli studenti possono aver vergogna, provare imbarazzo. In questi momenti è il professore che deve invogliarli, deve diventare uno di loro, deve ''giocare con loro''. Per facilitare il lavoro, ci sono alcune schede, alcune matrici che aiutano l'insegnante a seguire un itinerario ben preciso. Tali matrici sono soprattutto per le simulazioni riguardanti il linguaggio settoriale, argomento che per ora in quest'articolo, non toccheremo. Quando finire una simulazione? In genere si progetta di fare la simulazione per un certo numero di ore, oppure per un anno scolastico, o per tre mesi,ecc. O semplicemente si finisce quando ci si accorge che non c'è più l'entusiasmo dell'inizio! E come farla finire? Sembra strano, ma la maggior parte degli studenti scelgono una fine strana! Per il villaggio per esempio, molti fanno morire di epidemia i personaggi! Oppure l'isola la fanno scomparire! Per chi ha comunque intenzione di non far terminare la simulazione, ma di farla continuare l'anno seguente, si potrebbe far sopravvivere qualcuno e così far continuare la storia...
Tutto il lavoro fatto dalla classe, alla fine della simulazione verrà valutato dal professore ( parte da una scheda analitica di ogni studente e finisce con una scheda globale di tutta la classe). La valutazione media della classe è data dalla media della somma dei totali delle schede analitiche. Es. 20 ragazzi. La somma dei totali è 180 - la media globale sarà 9 su dieci ( 180: 20). Il professore potrebbe crearsi una scheda di valutazione secondo le sue esigenze, per ogni studente e per ogni abilità in gioco. ESEMPIO DI GRIGLIA DI VALUTAZIONE (M.Venturelli) VALUTAZIONE DELL'ORALE - INTERAZIONE Cognome: Nome: Livello:
Compito dato: es. messaggio del Sig. Rossi che lo accusa e l'offende. 1.Obiettivo: es. Essere capace di difendersi quando lo accusano. 2. Atti comunicativi: ..... 3. Fenomeno grammaticale: es. la negazione Come risponde
motivazioni date
negazioni
tono convincente
ESPERIENZA IN CLASSE: IL VILLAGGIO Livello: medio Età media : 20 anni Ore di lavoro: 15
Abbiamo cominciato all'inizio dell'anno scolastico. Dopo aver spiegato il mio progetto, e dopo aver loro presentato due argomanti su cui fare simulazione ( isola e villaggio), la classe ha scelto di fare il villaggio. Punto di partenza: la scelta del luogo. Ho portato in classe una grande cartina geografica dell'Italia e, uno studente, senza vedere, col dito ha indicato una zona. La città indicata a casaccio dal ragazzo era Venezia, ma la classe ha deciso di creare una sua Venezia che ha battezzato ''La piccola Venezia''. Seconda fase della simulazione: creare la carta della città con le strade e le case. La classe ha indicato una casa misteriosa, denominata S. Terza fase: identità degli abitanti, loro professioni e loro carattere. In classe gli studente hanno scritto su dei fogliettini dei nomi ( anche di personaggi famosi) e, dopo ognuno di loro ha preso un fogliettino e ha assunto il nome scritto. Alcuni ragazzi volevano assumere altre identità, si è discusso e si è lasciata piena libertà di scelta. E così, per esempio, l'unico ragazzo della classe, è riuscito ad essere Enrico Caruso e non Ornella Muti! A casa, per iscritto, hanno compilato la loro carta d'identità ed il loro carattere. In classe hanno letto il loro operato.Hanno poi deciso,guardando la carta della città il loro domicilio. La quarta fase è stata quella di creare dei rapporti ( di amicizia o altro) fra gli abitanti della Piccola Venezia. Oralmente hanno discusso e, dopo aver deciso hanno messo tutto per iscritto. Fin qui c'era, come si può osservare, molta produzione scritta e orale. La quinta fase è stata quella di fare vivere il villaggio. Enrico Caruso è proprietario di un supermercato e... mafioso. Lo si doveva mettere in galera ... la classe ha deciso che la città aveva anche il suo giornale La Piccola Venezia, appunto. E così, in classe si è scritto un articolo giornalistico in cui si diceva del losco Caruso. Da questa fase in poi La Piccola Venezia viveva ( dialoghi, registrazioni audio e video). Dopo aver creato e scritto la sceneggiatura tutti insieme, a gruppi hanno scritto i loro incontri, i loro dialoghi ( per esempio: l'incontro fra il medico e la sua amica proprietaria di un locale notturno, ecc.). Le loro vite si sono intrecciate più volte e nessun personaggio è mai rimasto estraneo ad un fatto. La cosa bella di quest'esperienza è stata proprio questa: vedere tutta una classe partecipare e divertirsi in italiano. L'ultima fase è stata quella della registrazione. Ho proposto una registrazione video ( fatta peraltro già in alcune fasi di lavoro), ma mi hanno detto che si vergognavano, che non avrebbero potuto lavorare sentendosi a loro agio. Così abbiamo ''trovato un accordo'' : creare un fotoromanzo! Ci siamo armati di macchina fotografica, registratore, forbici e tutto il resto e... CIAK ...si fotografa. Con grandi risate, e contentezza abbiamo visto così il nostro lavoro finito. Abbiamo fatto vivere un villaggio, un villaggio italiano, abbiamo scritto, parlato, ascoltato... abbiamo fatto lingua italiana. Come hanno deciso di far finire la storia? La casa S misteriosamente ha fatto trovar pace al villaggio...pace che aveva perso! ... |