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Editoriale

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L'Italia fra noi: dove trovarla

 

Sezione cultura
 

   DACIA MARAINI‘’LA NAVE PER KOBE’’  

Edizione Rizzoli 2001    

di Maria Teresa Reicher

                                                

Più che una narrazione è una serie di punti interrogativi. La realtà è  lì per essere raccontata, e testimoni certi sono i fogli di diario scritti dalla madre di Dacia Maraini, addirittura riprodotti nella seconda parte del libro, con tanto di date e fotografie. Ma i  supporti cartacei chiamano a riflessioni, approfondimenti, valutazioni e infine interpretazioni. Che portano lontano dalle apparenze. Il viaggio per il Giappone nel 1938 quando Dacia aveva  pochissimi anni, i genitori erano giovanissimi e per campare c’era una borsa di studio di cui disponeva il padre etnologo, e invero il viaggio verso la conoscenza della realtà. E' l'occasione per rievocare e ricuperare il passato familiare e chiedersi il perché di scelte e atteggiamenti. Il Giappone va bene ma anche della gente di casa c’è molto da dire. Perché ad esempio un padre tanto amato è spesso così lontano dalla famiglia? Che cosa significa paternità? Chi era veramente nonno Antonio o  nonna Yoi, la nonna venuta dall’Inghilterra? E le consuetudini siciliane mescolate a quelle fiorentine - il filone materno e il filone paterno - come hanno confluito nella vita delle ultime discendenti, le sorelle Maraini? Si nota nel racconto un continuo tentativo di spiegare il presente con  il passato o almeno di reperire una linea di continuità perché non tutto sia andato perduto nello scorrere di anni  e generazioni. Il Giappone va bene , ma che cosa succede nel mondo intanto che la famigliola serenamente trova il suo assestamento? La guerra è dietro l’angolo, con il suo carico di orrore. I campi di concentramento nazisti, la Gestapo, le persecuzioni razziali. In molte nazioni dominano violenza e ingiustizia. Cosi è nell’Africa tribale dove la crudeltà si accanisce sulla donna, cosi è  in Giappone, dove la gentilezza si coniuga con il sadismo. L’elenco dei delitti contro l'umanità è lungo e dura da sempre. Una domanda sembra posta: è questa la realtà vera? Noi che amiamo la vita e la vogliamo serena, noi che ci dedichiamo a costruire ambienti armoniosi, a stabilire rapporti di amicizia dentro e fuori la famiglia, disponibili e tolleranti, siamo proprio sicuri di non vivere nel mondo delle nuvole? Intorno a noi, talvolta sotto un velo rassicurante , si cela la barbarie. E questa la realtà vera? I pochi anni passati in Giappone prima del campo di concentramento sono una parentesi serena. Poi verrà la sofferenza  "ma questa è  un'altra storia che esula dai diari amorosi  scritti da mia madre e resuscitati per caso dai cassetti fiorentini di mio padre.Ho promesso a mia sorella che l’avrei lasciata raccontare a lei. Quindi chiedo ai miei lettori di pazientare per ascoltare il seguito delle vicende fin qui seguite".