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Le lingue e l' orecchio

LE LINGUE E L’ORECCHIO

                Per imparare le lingue bisogna imparare ad ascoltare (Tomatis)

                                                di Gill Hammond

 

Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra francese, nato a Nizza nel 1920 e morto la notte di Natale del 2001 è inventore dell’audio-psico-fonologia. Psicologo, usò il suo metodo per curare problemi psichici oltre a problemi di dislessia e dizione. Tomatis cominciò la sua carriera nel 1945 curando i lavoratori degli arsenali dell’Aeronautica militare francese. Studiando le curve dell’udito, la sensibilità acustica delle diverse frequenze dei lavoratori egli constatò che l’orecchio sviluppa una sordità selettiva, relativa ai suoni più disturbanti. Tuttavia, una volta allontanati dal lavoro, riguadagnavano in parte la sensibilità anche alle frequenze prima escluse. Il passo successivo lo compì in direzione dei veri professionisti della voce: i cantanti lirici. Tomatis osservò che ad ogni tipo di voce corrisponde una specifica curva di ascolto e che gli avvallamenti presenti nel tracciato corrispondono a quelle specifiche frequenze acute che il cantante non riesce ad emettere correttamente. In pratica, un cantante non perde la voce, ma l’orecchio, soprattutto perchè ‘la voce emette i suoni che l’orecchio intende’.

Tomatis costruì in seguito l’orecchio elettronico: uno strumento che amplifica le frequenze sonore a cui l’orecchio è meno sensibile e lo educa all’ascolto. Studiando la sensibilità dell’orecchio è possibile stabilire la propensione di un individuo verso un determinato campo di frequenze  e in seguito è possibile agire sulla sua capacità uditiva per permettere un miglior apprendimento. Nei suoi centri di educazione viene usata molta musica, soprattutto Mozart, perché la musica predispone l’orecchio all’ascolto e dona energia vitale al cervello, ricaricandolo. Nel filtrare la musica vengono eliminati i suoni gravi che scaricano il cervello, lasciando gli acuti che gli danno energia. La musica di Mozart, composta ad immagine della sua percezione del mondo, al ritmo del suo cuore, un metronomo cardiaco con 120 battiti al minuto, è di un’energia straordinaria.

L’orecchio elettronico viene adoperato per l’apprendimento delle lingue. La gamma uditiva umana va da 16 a 16.000 hertz, dai suoni  gravi a quelli acuti. All’interno di questi valori è possibile imparare un numero elevato di lingue straniere a qualunque età, purché si rispettino alcune regole. Bisogna imparare ad ascoltare come una persona di lingua madre: se si conoscono le bande passanti vi si può adattare l’udito e l’apprendimento delle lingue diventa più facile. La banda passante è la banda che ogni etnia tende a ‘selezionare’ per il proprio idioma: sembra davvero che l’orecchio affini la propria sensibilità in base a ciò che ode.

Un francese parla preferibilmente in una banda compresa tra i 1000 e i 2000 hertz. L’italiano parla tra i 2000 e i 4000 hertz.L’inglese tra i 2000 e i 12.000 hertz. Poichè parlare significa ascoltare e autoascoltarsi, si riuscirà a imparare il francese, l’italiano o l’inglese se si saprà ascoltarlo come una persona madre lingua. L’insegnamento delle lingue non deve quindi basarsi sull’apprendimento mnemonico dei vocaboli, ma sui test d’ascolto, con il supporto di apparecchiature elettroniche. I migliori poliglotti sono gli slavi perchè possiedono una banda passante di ascolto molto ampio che va dai 100 a 8000  hertz e quindi sentono i suoni di molte lingue.

Tomatis riteneva che per imparare una lingua bisogna anche riprodurre le condizioni ambientali del Paese che la parla... se i francesi parlano con più toni gravi e gli inglesi con più toni acuti , questo dipende anche dalle condizioni dell’aria, dall’umidità, e dall’ambiente in cui vivono. Per questo, per imparare le lingue è necessaria un’integrazione linguistica in senso ampio, per restituire una lingua  alle condizioni originarie nelle quali viene parlata e ascoltata.

Tomatis è stato davvero un maestro dell’ascolto. Oltre  a tanti libri, ci lascia in eredità un messaggio fondamentale: per migliorare non solo il nostro aprendimento, ma anche la nostra vita intera, dobbiamo imparare ad ascoltare noi stessi e gli altri.

 

Bibliografia: L’oreille et le langage (1963), Education  et dyslexie (1971), La Liberatin d’Oedipe (1972), La nuit uterine  (1981), Nous sommes tous nés polyglottes (1991).